L’omonimo da Giussano, aspettando Milano

Breve storia felice. Era il 2015, e me ne ero andato col mio violoncellista preferito (è neoborbonico, quindi voterà Lega) a suonare musica italiana (perché sono nazionalista? No, perché è la più bella…) nello splendido monastero di Cairate (vedere le foto per credere: voi pensate a una Lombardia nebbiosa e industriale, e invece…). Al ritorno, di passaggio da Legnano, mi feci un selfie col mio omonimo, quello da Giussano. Volevo mandarlo a Matteo per scherzo. Invece lui mi ha candidato sul serio. Ora il mio omonimo lo porto sul bavero della giacca, e la notte dormo bene, perché ho fatto la cosa giusta.

Ci vediamo a Milano…

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