Come si vota

Come si vota? Facendo la croce sul simbolo, come vedete nei due facsimili qui sotto, riferiti ai collegi senatoriali di Toscana 1 e Abruzzo (noterete che la Lega si trova in posizioni diverse, perché in ogni collegio la posizione viene sorteggiata). Quello che vale per il Senato (scheda gialla), vale anche per la Camera (scheda rosa).

Naturalmente potete votare un partito alla Camera e un diverso partito al Senato. Ma se volete liberare l’Italia dovete votare Lega – Salvini Premier.

E ora vediamo come NON si vota.

NON si vota sbarrando il nome del candidato all’uninominale (quello in testa ai blocchi di simboli della coalizione). Se lo si fa, il voto va sì al candidato, ma poi, nella quota proporzionale, viene ripartito fra i partiti della coalizione.

Esempio pratico: a Firenze 1 nell’uninominale ci sono io, ma NON dovete sbarrare il mio nome, perché se lo fate io prendo un voto, ma la Lega solo 0.25 (e altri 0.25 vanno al partito che vuole premier Tajani, che rispetto ma non è il premier che vorrei). Quindi anche a Firenze 1 solo croce sul simbolo.

NON si vota col voto disgiunto, ovvero sbarrando sulla stessa scheda il candidato uninominale di una coalizione e il simbolo di un’altra.

Esempio pratico: in Toscana 1, Lazio 3 e Abruzzo io sono nel plurinominale e chi mi vuole bene sbarrerà il simbolo della Lega (che sarà accanto al mio nome nel riquadro del “listino”, come da facsimile). Fino a qui tutto bene. Se però decidete anche di sbarrare il nome di Piripacchio Sarcazzi del Partito dell’amore europeo perché ci siete andati a scuola insieme ed è una persona onestah, allora la scheda viene annullata.

Quindi, nelle due schede, sempre e solo croce su Alberto da Giussano, il SIMBOLO DELLA LEGA. Croce sul simbolo. Croce sul simbolo. Croce sul simbolo.

Più chiaro di così non saprei dirvelo: non fatemi pensare che ci meritiamo l’euro!

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