Prossimi appuntamenti in Abruzzo

Sembra ieri, e invece era il 20 febbraio, quando ci siamo visti a Picciano. Tornerò il 6 aprile per ringraziarvi del vostro sostegno. Da domani, giorno della proclamazione, inizierò a lavorare per restituirvi un paese normale, con l’aiuto dei miei colleghi, persone normali, volenterose e preparate, la maggior parte delle quali ha esperienza pluriennale di governo del territorio (in qualità di sindaco, consigliere regionale, ecc.). Ho molto da imparare da loro e sto studiando molto. Ve ne parlerò quando ci vedremo…

picciano

Un Paese che merita di essere amato

Oggi prima riunione con gli eletti in Lega – Salvini Premier. Sono grato a chi mi ha eletto perché conosceva soprattutto il Matteo Salvini pubblico, perché così mi ha dato ulteriori opportunità per avere il piacere e il privilegio di frequentare il Matteo Salvini privato… che è uguale a quello pubblico! Cosa più unica che rara fra i politici, e cosa che la gente apprezza, nonostante la lente deformante di certi media. E a proposito di media, condivido l’intervista rilasciata prima della riunione a Claudio Messora. Questo paese merita di essere amato.

Intervista a Class CNBC

 

Due sole osservazioni:

(1) sarebbe il caso di smettere di identificare l’Europa con l’Unione Europea e questa con l’euro, altrimenti si dicono delle lievi imprecisioni, e non si fa bella figura.

(2) sarebbe il caso di parlare solo di ciò di cui si è esperti, e non di fare i tuttologi, soprattutto se non si è intrapreso (come io ho fatto) un percorso politico che in qualche modo costringe a rispondere agli elettori su tutti i temi.

A questo proposito, rilevo che Pizzuti si è occupato di pensioni più di Daveri, e che se mi fa male un dente un onesto dentista mi torna più comodo di un Nobel per la cardiologia (ovviamente augurando al collega Daveri l’ambito riconoscimento – non il mal di denti). L’articolo di Pizzuti cui faccio riferimento nell’intervista è qui. Mi rendo conto che per alcuni può essere noioso, ma vi esorto a leggerlo.

Vedrete, ad esempio, che la pretesa “insostenibilità del sistema pensionistico perché siamo troppo vecchi” è una siderale “lieve imprecisione”: la componente IVS (invalidità, vecchiaia, superstiti) del sistema è in attivo da quasi vent’anni, e se risulta in deficit strutturale è perché le pensioni vengono contabilizzate al lordo delle imposte (che per lo stato non sono una spesa perché le trattiene, e che in altri paesi non vengono quindi contabilizzate) e perché si mette nello stesso calderone previdenza e assistenza.

Tutte cose che gli economisti sanno. Anche quelli che non le dicono, che poi sono gli stessi secondo cui Monti ci avrebbe salvato. Io, per aver detto il contrario, son diventato senatore, il che significa che forse non avevo torto, e che forse facendo esattamente il contrario di quello che ha fatto il mio doppio collega (economista e senatore) potrò contribuire al vero salvataggio del paese.

 

Sul Telegraph

Leaders of Italy’s triumphant conservative alliance have called for a radical change in the EU’s negotiating stance over Brexit, describing threats to restrict trade and punish Britain as ideological idiocy.

“Great Britain is a friendly country with a long tradition of trading with Italy,” said Matteo Salvini, leader of the Lega party and the man poised to become prime minister if the centre-Right coalition forms the next government.

“You made a free choice with Brexit and I very much hope that it will be possible to maintain completely open trade with the EU without any penalties,” he told The Daily Telegraph.

The party’s economics chief, Claudio Borghi, said a Lega-led coalition government with Silvio Berlusconi’s Forza Italia and the smaller Brothers of Italy would refuse to rubber stamp the current EU strategy on Brexit.

“There will be no blind trust in what Germany wants. Punishment or anything of the kind would be sheer stupidity. We export more to the UK than we import back and we certainly don’t want to hurt our own client,” said Mr Borghi, an MP for Tuscany.

There is confusion in Rome over which constellation of parties will take power after Sunday’s elections, which delivered a shattering defeat for the post-War political order. Radical populist movements of Left and Right swept the board, leaving a hung parliament caught in a feverish clash of cultural visions.

The neo-anarchist Five Star movement is the biggest single party. It surged to 32.7pc of vote under the boyish millennial Luigi Di Maio, who vows to defend the rights of Italian citizens living in Britain vigorously but is otherwise open to a friendly accord over Brexit.

“We shouldn’t try to punish the British people for choosing Brexit,” he said, deeming it understandable that long-suffering people ignored for so long by the political class should erupt in protest. Five Star’s own stunning victory in Sicily and the South has been likened to the Brexit revolt in the North East of England.

The Five Star founder, Beppe Grillo, is himself an emotional eurosceptic. He long denounced the eurozone as a German bankers’ ramp and a threat to democracy, at one point teaming up with UKIP in the European Parliament. He applauded Brexit as a salutary slap in the face for an arrogant elite. “Mediterranean countries, and Italy first among them, should take the same line towards the EU,” he said.

The party has since toned down its eurosceptic language. It has shelved calls for a euro referendum, though this is still held in reserve as a negotiating tool. Clearly, Five Star is not going to spend political capital defending a Tory Brexit, but nor is it remotely aligned with the power structure of the EU project.

It is unclear in any case whether Five Star can break bread with the defeated rump of the ruling Democrat party (PD) after so much bad blood in the past and form a government. The PD’s outgoing leader Matteo Renzo said it would be a “calamitous and tragic error” for his party to join forces with such a movement. “They are extremists and anti-Europeans, and they have been insulting us for years,” he said.

telegraph

The defiant tone reflects a widespread feeling in Italy that Berlin has “gamed” the structure of monetary union in its own interests. Germany bailed out its own banks during the Great Recession but then changed the rules, forcing a draconian “bail-in” regime on Italy. Italian banks had been relatively well-behaved but the were casualties of the long economic slump. The bail-in shock shattered fragile confidence and delayed recovery yet again.

Germany retained dominant control of the policy machinery during the eurozone debt crisis, dictating a regime of extreme fiscal austerity for Italy that went beyond the therapeutic dose and pushed the country into a contractionary spiral. The fiscal straightjacket was criticised by Nobel economists around the world as economic illiteracy.

“We had a government imposed upon us in 2011 (by the EU) that extracted as much money as it could from Italian citizens to contribute to EU bail-out funds. They were using our money to rescue French and German banks. This austerity caused great social injustice and did a lot of damage,” he said.

Having endured this ordeal, Italians are now the most eurosceptic nation in Europe – more than the British by some measures – and many recognize an all-too familiar modus operandi in the Brexit saga as Berlin seeks to retain iron control over the EU policy apparatus.

Italians have their own parallel struggle with the EU in any case. “What worries me as an Italian is that we are stuck in a currency union that is run by irrational people who don’t understand markets and are acting out of pure ideology. They are very dangerous,” said Senator Bagnai.

 

Come si vota

Come si vota? Facendo la croce sul simbolo, come vedete nei due facsimili qui sotto, riferiti ai collegi senatoriali di Toscana 1 e Abruzzo (noterete che la Lega si trova in posizioni diverse, perché in ogni collegio la posizione viene sorteggiata). Quello che vale per il Senato (scheda gialla), vale anche per la Camera (scheda rosa).

Naturalmente potete votare un partito alla Camera e un diverso partito al Senato. Ma se volete liberare l’Italia dovete votare Lega – Salvini Premier.

E ora vediamo come NON si vota.

NON si vota sbarrando il nome del candidato all’uninominale (quello in testa ai blocchi di simboli della coalizione). Se lo si fa, il voto va sì al candidato, ma poi, nella quota proporzionale, viene ripartito fra i partiti della coalizione.

Esempio pratico: a Firenze 1 nell’uninominale ci sono io, ma NON dovete sbarrare il mio nome, perché se lo fate io prendo un voto, ma la Lega solo 0.25 (e altri 0.25 vanno al partito che vuole premier Tajani, che rispetto ma non è il premier che vorrei). Quindi anche a Firenze 1 solo croce sul simbolo.

NON si vota col voto disgiunto, ovvero sbarrando sulla stessa scheda il candidato uninominale di una coalizione e il simbolo di un’altra.

Esempio pratico: in Toscana 1, Lazio 3 e Abruzzo io sono nel plurinominale e chi mi vuole bene sbarrerà il simbolo della Lega (che sarà accanto al mio nome nel riquadro del “listino”, come da facsimile). Fino a qui tutto bene. Se però decidete anche di sbarrare il nome di Piripacchio Sarcazzi del Partito dell’amore europeo perché ci siete andati a scuola insieme ed è una persona onestah, allora la scheda viene annullata.

Quindi, nelle due schede, sempre e solo croce su Alberto da Giussano, il SIMBOLO DELLA LEGA. Croce sul simbolo. Croce sul simbolo. Croce sul simbolo.

Più chiaro di così non saprei dirvelo: non fatemi pensare che ci meritiamo l’euro!

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La lunga campagna

Dice: “Com’è la campagna elettorale? Faticosa?” Dico: “Sono sette fottuti anni che sono in campagna elettorale, ormai ci sono abituato”. Ne volete una prova? La trovate in questo video estremamente eloquente: una collana di perle nere inanellate dai difensori del regime, e del nostro tentativo di riportare un minimo di verità nel dibattito, contrastati dalla faziosità di tutti i conduttori di tutti i media di tutte le catene televisive. Non sto a farvi qui la lista puntuale di come e quanto avessimo ragione noi. Ex multis, fatevi due risate su Passera e sulla sua idea bislacca che avremmo potuto sopravvivere, come Italia, svalutando l’euro per sempre. Viceversa, come da me previsto, questa guerra valutaria fatta dall’Eurozona al mondo per dare ossigeno ai paesi deboli senza farli sganciare dall’euro ha irritato prima la Cina, e poi gli Usa, e tutti ne pagheremo le conseguenze.

Se vogliamo salvare il paese la cosa più importante non è tanto chi farà il ministro (dibattito fatuo), quanto come evitare che personaggi con una simile assenza di visione accedano a posti di responsabilità e di potere (che in massima parte sono fuori dal governo e dai riflettori).

Fate circolare il video!

Intervista a Nova Radio, 28 febbraio

Condivido l’intervista, un po’ sforbiciata, ma con correttezza, rilasciata a un’emittente locale “de sinistra”. Naturalmente buona parte del tempo è stata dedicata ai fantasmi del passato anziché ai problemi del presente. Fatto sta che la parola “austerità” è stata portata nel dibattito economico italiano dal ministro delle finanze di Mussolini, e poi messa in pratica da quelli che ci vengono a fare la lezioncina di superiorità morale. C’è da riflettere…

A questo link potete riascoltarmi

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