Modelli empirici di aggiustamento e crescita

Qui trovate il pdf del testo, altrimenti disponibile a stampa per i tipi di Aracne editrice.

Il testo nasce come dispensa per un corso di economia dello sviluppo destinato agli studenti di una triennale in Economia della Cooperazione Internazionale e dello Sviluppo (ECIS) della Sapienza di Roma. Una triennale abbastanza ambiziosa e altrettanto variegata, il che, in buona sostanza, significava che gli studenti che mi trovavo di fronte venivano da qualsiasi facoltà (tranne economia) e di economia non sapevano una beneamata fava (anche se molti poi hanno fatto un’ottima riuscita).

Io però volevo che loro capissero come fa il Fondo Monetario Internazionale a definire in termini quantitativi un programma di aggiustamento strutturale. Insomma: da Manu Chao a Christine Lagarde in un semestre.

Il testo ha ovvi limiti, dati dall’estrema complessità del compito che mi ero proposto, dal fatto di usare notazioni oggi cadute in disuso (ad esempio, seguendo Gandolfo introduco i saldi settoriali come deficit…), dal fatto di dover fornire, per ovvi motivi di economia didattica, una serie di strumenti nei quali il FMI crede (ad esempio, il moltiplicatore monetario) ma che sono in evidente contrasto con quanto oggi sappiamo del funzionamento dell’economia (vedi: endogenità della moneta), e con quanto io stesso ho sempre saputo (e mi è stato insegnato nell’università dei corsi annuali).

Non sono mancati i Pierini che “maestraaaaaa! Bagnai usa il moltiplicatore monetario…” (e via dicendo). Chi sa fa, chi non sa insegna, e chi nemmeno insegna… bè, vedete voi!

Direi che con questi limiti, il testo può essere un’introduzione utile alla macroeconomia monetaria internazionale. Basterebbe lavorarci un pochino per metterlo a punto (si accettano volontari, ma se si offrono non sono del mestiere, perché un testo didattico in termini di carriera non viene valutato nulla!).

In ogni caso, se arriverete in fondo, ne saprete sicuramente più di molti BB (Bocconi Boys), come il dibattito sui cosiddetti social non mancherà di dimostrarvi…