Euro-exit e catastrofisti, qualche dato sul debito

Il Fatto Quotidiano, 19 ottobre 2016

Nel suo libro Ripensare l’unione dell’Europa, Giandomenico Majone sorride all’idea che si sia potuto credere di esorcizzare il demone del nazionalismo creando una supernazione europea. Ora che il progetto mostra la corda, l’illogica europea fa un ulteriore passo avanti: “Non possiamo rimediare all’errore compiuto”, ci viene detto, “anzi, dobbiamo perseverare, restando nell’euro, perché se uscissimo nessuno sa cosa succederebbe, ma sarebbe un disastro”. Ora, i casi sono due: o non sai cosa succederà, e allora studi; o sai che sarà un disastro, ma allora devi spiegarci bene il perché.

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Perché siamo prede – Colpa delle regole europee se il Paese è in svendita

Libero, 6 marzo 2014

Il fenomeno della cessione all’estero di aziende simbolo del Made in Italy sta attirando un’attenzione sempre più viva e piuttosto schizofrenica. Da un lato gli ultimi governi hanno insistito sul fatto che l’Italia non era abbastanza “attraente” per gli investitori esteri: il programma “Destinazione Italia”, proposto dal governo Letta nell’autunno scorso, voleva proprio rimediare a questa situazione. D’altro canto, commentatori quali l’on. Prodi hanno evidenziato come le aziende passate in mano estera siano ormai così tante da compromettere lo stesso rilancio della nostra economia, perché “molta parte del loro valore aggiunto si dirige verso le imprese straniere che hanno acquistato le nostre aziende e ne incassano perciò i margini commerciali e i profitti” (Il Messaggero, 17 agosto 2013).

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