Intervista a Class CNBC

 

Due sole osservazioni:

(1) sarebbe il caso di smettere di identificare l’Europa con l’Unione Europea e questa con l’euro, altrimenti si dicono delle lievi imprecisioni, e non si fa bella figura.

(2) sarebbe il caso di parlare solo di ciò di cui si è esperti, e non di fare i tuttologi, soprattutto se non si è intrapreso (come io ho fatto) un percorso politico che in qualche modo costringe a rispondere agli elettori su tutti i temi.

A questo proposito, rilevo che Pizzuti si è occupato di pensioni più di Daveri, e che se mi fa male un dente un onesto dentista mi torna più comodo di un Nobel per la cardiologia (ovviamente augurando al collega Daveri l’ambito riconoscimento – non il mal di denti). L’articolo di Pizzuti cui faccio riferimento nell’intervista è qui. Mi rendo conto che per alcuni può essere noioso, ma vi esorto a leggerlo.

Vedrete, ad esempio, che la pretesa “insostenibilità del sistema pensionistico perché siamo troppo vecchi” è una siderale “lieve imprecisione”: la componente IVS (invalidità, vecchiaia, superstiti) del sistema è in attivo da quasi vent’anni, e se risulta in deficit strutturale è perché le pensioni vengono contabilizzate al lordo delle imposte (che per lo stato non sono una spesa perché le trattiene, e che in altri paesi non vengono quindi contabilizzate) e perché si mette nello stesso calderone previdenza e assistenza.

Tutte cose che gli economisti sanno. Anche quelli che non le dicono, che poi sono gli stessi secondo cui Monti ci avrebbe salvato. Io, per aver detto il contrario, son diventato senatore, il che significa che forse non avevo torto, e che forse facendo esattamente il contrario di quello che ha fatto il mio doppio collega (economista e senatore) potrò contribuire al vero salvataggio del paese.

 

I poteri sono indipendenti, la Bce di più. E infatti governa

Il Fatto Quotidiano, 24 maggio 2015

La discussa sentenza della Consulta sulle pensioni ha avuto un merito indubbio: quello di far capire quale sia la posta in gioco nell’evoluzione politica innescata dalla crisi. L’oggetto del contendere non sono i conti dello Stato, ma il modello stesso di Stato, e in particolare le relazioni fra i suoi poteri. Sono rivelatrici in questo senso le parole del ministro Padoan, secondo il quale la Corte costituzionale, in quanto massima istanza del potere giudiziario, avrebbe dovuto “cooperare” con gli altri poteri dello Stato, e in particolare con l’esecutivo (cioè con lui).

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