La trappola nascosta nel cambio fisso

Il Fatto Quotidiano,  21 maggio 2014

All’ultimo cenacolo della FULM, animato da Paolo Savona e Giorgio La Malfa, Gianni Bulgari ha fatto un’osservazione che aveva già sviluppato sul Corriere della Sera del 25 marzo scorso, e sulla quale vale la pena di riflettere. Secondo Bulgari, posto che la moneta è una delle espressioni più significative della sovranità di uno stato, una moneta come l’euro, priva di un’entità statuale di riferimento, nei fatti coincide con un accordo di cambio fisso. Dato che gli Stati Uniti d’Europa, ipotetico “stato” di riferimento dell’euro, sono un progetto chiaramente antistorico e quindi destinato al fallimento, il destino dell’euro andrebbe valutato, in termini economici e storici, in base alla stessa logica che ha giudicato (e condannato) i precedenti accordi di cambio fisso.

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