Brexit, a spaventare la Ue è la democrazia

Il Fatto Quotidiano, 16 giugno 2016

Mi è stato chiesto di occuparmi di Brexit in 5000 caratteri. Compito arduo, non perché ci sia molto da dire: fatto salvo il legittimo desiderio di certi colleghi di dare i numeri, le cose da dire credo siano poche e semplici. Sono però dolorose per chi si ostini a credere nella democrazia. In effetti quello economico, nel caso della Brexit, è veramente l’ultimo dei problemi. Questo non perché l’eventuale Brexit (secondo me improbabile) non abbia motivazioni e non avrebbe conseguenze anche di ordine economico, quanto perché il nodo fondamentale è politico, e in questo ambito i danni sono già stati fatti. Parto dall’osservazione più semplice: le stesse istituzioni, in qualche caso addirittura le stesse persone, che ci stanno prospettando sciagure inerarrabili in caso di uscita del Regno Unito dalla Ue, sono quelle che ci hanno promesso prosperità e pace grazie alla nostra adesione al progetto europeo. Un esempio per tutti: Donald Tusk, secondo cui la Brexit sarebbe “la fine della civiltà politica europea”.

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